American Hustle | Recensione

  • REGIA: David Owen Russell
  • ANNO: 2013
  • DURATA: 138′
  • PAESE DI PRODUZIONE: USA
  • ATTORI: Christian Bale, Bradley Cooper, Jeremy Renner, Amy Adams, Jennifer Lawrence, Robert De Niro
  • VOTO:7.5 Stars (7,5 / 10)

American Hustle: L’apparenza inganna

La scena iniziale ci mostra Christian Bale (Irving) con una pancia enorme ed un riporto inquietante: siamo in un grande hotel di New York, dove appaiono subito gli altri due personaggi principali, Sydney e Richie (interpretati da Amy Adams e Bradley Cooper), e sta per avere luogo il tentativo di incastrare il sindaco di Camden (New Jersey), Carmine Polito, tramite l’offerta di una cospicua mazzetta. La storia è ispirata da eventi reali, prendendo spunto dall’operazione Abscam dell’F.B.I., che risale alla fine degli anni settanta, e che mirava a far emergere la corruzione di membri del Congresso degli Stati Uniti e di altre organizzazioni, avvalendosi dell’aiuto di due truffatori. Gli anni di ambientazione sono tra il 1974 ed il 1978: i protagonisti della vicenda sono Irving Rosenfeld e Sydney Prosser, una coppia di soci ed amanti dedita da anni al raggiro di persone disperate, alle quali promettono delle grosse cifre in cambio di una piccola somma che ovviamente finisce nelle loro tasche, senza adempiere la fantomatica operazione. Uno scam ante litteram. L’agente federale DiMaso riesce a smascherare le attività illecite di Irving e Sydney, così richiede il loro aiuto per scoprire altre persone coinvolte nel mondo della truffa, e in seguito li costringe a collaborare nelle indagini a carico di politici e mafiosi, e nelle quali è coinvolto anche il sindaco visto in precedenza. Questi è un uomo convinto di far del bene alla propria comunità, non preoccupandosi dei modi con i quali ottiene i suoi obiettivi. DiMaso intraprende una battaglia personale col proprio capo per far sì che gli conceda la massima disponibilità di fondi e risorse, e perché lo autorizzi ad inserire nelle indagini personaggi pubblici via via più rilevanti: viene così organizzata una messinscena con un finto sceicco carico di soldi, l’esca che farà abboccare il sindaco ed attirerà anche la mafia al seguito. American Hustle punta molto sui tradimenti e sui colpi di scena, con in aggiunta l’incognita dei comportamenti di Rosalyn, la moglie di Irving, la quale è una casalinga viziata e stupida che si inserisce per ripicca nell’operazione e diventa la mina vagante all’interno dei vari delicati intrecci.

Il film è ben recitato ed ha una fotografia convincente, oltre al grande pregio di non annoiare mai nonostante la lunghezza; la colonna sonora è funzionale alla fruibilità immediata del film, tant’è che utilizza moltissimi brani famosi e riconoscibili, che spaziano dal rock al jazz e alla disco. I difetti maggiori riguardano una sceneggiatura che si perde nel finale, non riuscendo a tenere insieme i vari registri usati, così che ci si sente confusi ed un po’ delusi, date le aspettative ingenerate dal resto della pellicola; inoltre, nonostante gli attori siano davvero bravi, c’è da dire che i personaggi di per sé non sono memorabili, potevano essere caratterizzati meglio di come è stato fatto. Il film non ha pretese di realismo storico ed è apprezzabile quindi sul versante del puro intrattenimento, dal quale punto di vista fa il suo dovere.

Nel finale diversi politici vengono arrestati nell’ambito dell’operazione, ma Irving intanto si è legato a Carmine Polito, ed ha dei sensi di colpa per aver finto con lui l’amicizia e l’affare. La coppia Irving-Sydney, invischiata in una rete di inganni e finzioni, alla fine capisce di doversi inventare qualcosa per eludere le minacce alla loro libertà e far sì che le cose vadano a finire in modo accettabile. Irving allora avverte Carmine dell’inganno e incassa di conseguenza tutta la rabbia dell’uomo tradito. Si sbloccano infine i fondi richiesti da Richie per incastrare il mafioso Tellegio (una piccola parte recitata da Robert De Niro), ma una delle ultime scene rivelerà come i soldi non siano stati versati sul conto giusto che doveva servire come prova del reato; essi sono stati trattenuti dai due truffatori, come merce di scambio per ottenere l’immunità per loro e una sentenza mite per Carmine: DiMaso passa dall’essere un eroe a fare la figura dell’imbecille, mentre tutti gli aspetti della vita di Irving e Sydney vanno al loro posto, permettondogli di ricominciare in modo onesto.

Autore

drugo

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Giovanni Vito Caserta, detto Drugo per via di una fortunata serie di coincidenze (ha in sé la pigrizia del “Dude” Lebowski, “Arancia meccanica” tra i film preferiti e tifa una squadra bianconera legata a questo nome :-D) dedica ogni momento possibile all’approfondimento e alla conoscenza delle sue passioni, ovvero cinema, telefilm, libri, musica e tutto quanto vi ruoti intorno. È laureato in Scienze della Comunicazione (triennale) e Teoria dei Linguaggi e della Comunicazione Audiovisiva (magistrale), oltre ad essere un grande amante degli animali.

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