Better call Saul

Paese di produzione: USA

Anno: 2015 (stagione 1), 2016 (stagione 2)

Ideata da: Vince Gilligan e Peter Gould

Cast: Bob Odenkirk (James Morgan “Jimmy” McGill), Jonathan Banks (Mike Ehrmantraut), Rhea Seehorn (Kim Wexler), Michael McKean (Charles “Chuck” McGill Jr.), Michael Mando (Ignacio “Nacho” Varga), Patrick Fabian (Howard Hamlin), Kerry Condon (Stacey Ehrmantraut), Dennis Boutsikaris (Rick Schweikart), Mark Proksch (Daniel “Pryce” Wormald), Brandon K. Hampton (Ernesto), Raymond Cruz (Tuco Salamanca), Mark Margolis (Hector “Tio” Salamanca)

Prodotto da: High Bridge Productions, Crystal Diner Productions, Gran Via Productions, Sony Pictures Television

Numero episodi: 10 per stagione

Voto: 8 Stars (8 / 10)

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Better call Saul è uno spin-off/prequel di ottimo livello, caratteristica che non è così comune come vorremmo. Ha passato indenne lo svolgersi e la messa in onda della seconda stagione, mantenendo comunque viva l’attenzione degli spettatori, perché ben sceneggiato. In effetti, chiunque non abbia ancora visto Breaking Bad (cosa state aspettando a farlo?), la magnifica serie tv di cui Better call Saul approfondisce il personaggio di Saul Goodman, eccentrico avvocato del quale ci vengono mostrate la nascita e l’evoluzione, può facilmente appassionarsi alle vicende di Jimmy McGill (il vero nome del protagonista) e di chi gli ruota intorno. Finora abbiamo rivisto con piacere diversi personaggi già comparsi nella serie “madre” (Mike Ehrmantraut, Tuco ed Hector Salamanca, per citare i più rilevanti), ed abbiamo potuto apprezzare nuovi aspetti della loro biografia e del loro essere, soprattutto di Mike; tant’è vero che l’immaginazione dei più affezionati a Breaking Bad percorre diverse direzioni per cercare di ricucire ciò che ancora manca per arrivare alla parte di storia già conosciuta, con tutto ciò che comporta in termini di evoluzione dei personaggi.

Il finale di stagione ha dato soltanto una scossetta alla storia, ma ciò non toglie valore o interesse alla stessa. I personaggi sono davvero ben approfonditi e risultano credibili: oltre al protagonista, è da apprezzare in primis Kim Wexler (ben interpretata da Rhea Seehorn), la compagna del nostro Jimmy, la quale ha una visione della professione (sono entrambi avvocati) opposta a quella del partner. Jimmy prevarica ogni banale regola o iter per raggiungere i propri scopi, mentre Kim fa del rispetto delle regole e dell’onestà i suoi punti forti. Un altro contrario di cui tener conto è il carattere dei due fratelli Jimmy e Chuck McGill, da cui prenderanno forma diversi episodi e dialettiche narrative, mai in modo banale, soprattutto per il punto di vista offertoci, che permette di essere vicini all’antieroe protagonista. Anche Chuck è un avvocato, peraltro molto affermato e meritevole del rispetto dei colleghi, ma privo di una vita sociale normale e della propria indipendenza, per via di una irrazionale fobia o ipersensibilità verso l’elettromagnetismo; nonostante la carriera di successo e la conoscenza del proprio campo, al di là delle apparenze, risulta più immaturo del fratello dal punto di vista affettivo, convinto com’è della propria superiorità. C’è poi il taciturno e apparentemente burbero Mike, deciso nelle proprie difficili e solitarie scelte di vita, orientate soltanto al benessere della nuora e della nipotina, per le quali accetta rischi considerevoli e svolge lavori tutt’altro che legali. Ciò che invece era Jimmy McGill, e che diverrà Saul Goodman, è un materiale molto complesso da strutturare, perché non si tratta del “semplice” criminale, per così dire, di Breaking Bad, ma di una persona che ama, soffre, prevarica ed ha molte dimensioni dal punto di vista biografico, emotivo e psicologico.

Insomma, Better Call Saul è un prodotto originale, ironico, ben concepito e retto da un bravissimo attore, infatti Bob Odenkirk non dà mai modo di stufarsi delle peripezie esistenziali di Jimmy. Purtroppo c’è ora da attendere l’anno prossimo per assistere ai prossimi sviluppi: il lato peggiore dell’appassionarsi ad una serie tv…

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Giovanni Vito Caserta, detto Drugo per via di una fortunata serie di coincidenze (ha in sé la pigrizia del “Dude” Lebowski, “Arancia meccanica” tra i film preferiti e tifa una squadra bianconera legata a questo nome :-D) dedica ogni momento possibile all’approfondimento e alla conoscenza delle sue passioni, ovvero cinema, telefilm, libri, musica e tutto quanto vi ruoti intorno. È laureato in Scienze della Comunicazione (triennale) e Teoria dei Linguaggi e della Comunicazione Audiovisiva (magistrale), oltre ad essere un grande amante degli animali.

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