Star Wars: il risveglio della Forza

 

Anno: 2015
Regia: J. J. Abrams
Durata: 135’
Paese di produzione: USA
Cast: Daisy Ridley, John Boyega, Adam Driver, Harrison Ford, Carrie Fisher, Oscar Isaac, Mark Hamill, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Peter Mayhew, Max von Sydow
Sceneggiatura: Lawrence Kasdan, J. J. Abrams, Michael Arndt
Produttori: Kathleen Kennedy, J. J. Abrams, Bryan Burk
Produttori esecutivi: Tommy Harper, Jason D. McGatlin
Case di produzione: Lucasfilm, Bad Robot Productions
Distribuito da: Walt Disney Studios Motion Pictures
Musiche: John Williams

Voto: 8.5 Stars (8,5 / 10)

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Riprendere una saga popolarissima a tanti anni di distanza dall’ultimo capitolo cinematografico porta chiaramente con sé argomenti su cui discutere: alcuni di questi ultimi sono quasi inevitabili a causa del lasso temporale trascorso, ed è il caso della diversa percezione che i progressi tecnologici inducono nella fruizione dell’opera; altri sono soggettivi, e mi riferisco al gradimento o meno del film in sé e di ciò che lo compone, anche e soprattutto in rapporto all’universo narrativo di riferimento, che nel caso di Star Wars è una vera mitologia, ed è anche sacra per i fan più intransigenti. Di certo una chiusura totale nei confronti dei cambiamenti non è la predisposizione ideale per approcciarsi alla nuova trilogia inaugurata da Il risveglio della Forza.
La trama si colloca circa trent’anni dopo gli eventi dell’episodio VI (Return of the Jedi): Luke Skywalker è in esilio e la sua posizione è sconosciuta; il Primo Ordine e la Resistenza ambiscono ad impossessarsi della mappa che dovrebbe condurre da lui, innescando una serie di eventi che definiranno gli schieramenti in campo e ci faranno familiarizzare con i nuovi personaggi. Rivedremo però anche delle vecchie conoscenze, come Han Solo, Chewbecca, Leia e i droidi C-3PO ed R2-D2.
Nonostante i significativi cambi di rotta rispetto al passato, che riguardano addirittura la guida della saga (la Lucasfilm è stata acquistata dalla Walt Disney Company e la regia è stata affidata a J. J. Abrams, tanto per citarne un paio), Il risveglio della Forza “funziona” alla grande ed è il kolossal che andava fatto ai giorni nostri: i momenti chiave del film hanno un grosso impatto emotivo (rafforzato come sempre magistralmente dalla musica di John Williams), il divertimento è ben presente nei meccanismi del film, con il nuovo droide BB-8 a farla da padrone per simpatia, mentre il personaggio di Finn a volte risulta un po’ troppo ottuso. Il film regge anche dal punto di vista dell’epicità, in linea con i migliori episodi della saga.
Il risveglio della Forza è stato girato in pellicola 35 mm, assecondando un’inversione di tendenza rispetto alla morte dell’analogico che sembrava quasi data per scontata poco più di due anni fa, ma che è stata scongiurata dalla scelta artistica di cineasti che giustamente hanno difeso l’esistenza di alternative estetiche e creative, vedi appunto J. J. Abrams, Christopher Nolan (Interstellar), Martin Scorsese e su tutti Quentin Tarantino (The Hateful Eight); le opere appena citate sono state girate ancora in pellicola, così come altre grandi e grandissime produzioni: Carol, Jurassic World, Spectre, Il ponte delle spie di Steven Spielberg. Tra gli italiani vanno citati Paolo Sorrentino (Youth) e Matteo Garrone (Il racconto dei racconti).
Tornando nello specifico all’episodio VII, in esso a livello visivo c’è finalmente un’integrazione forte fra le parti reali e quelle generate al computer, le quali sono fortunatamente meno invasive e meno presenti rispetto alla trilogia prequel. Da questo punto di vista, però, non mi hanno del tutto convinto tre personaggi: il Leader Supremo Snoke, Maz Kanata e Unkar Plutt, il boss dei rifiuti. Le sequenze d’azione sono invece spettacolari al massimo livello, com’era giusto aspettarsi, e inoltre c’è da sottolineare un aspetto non da poco: in una saga cinematografica adatta a tutti, qual è quella di Star Wars, è cresciuta anche la dose di violenza. Certo, non viene esplicitamente mostrata, ma ci sono delle scene più forti rispetto agli altri capitoli, sia per le azioni alle quali si assiste che per le specifiche modalità di rappresentazione; gli stormtrooper, ad esempio, sono più cattivi, e risultano per questo più credibili.
Venendo ai personaggi principali, Kylo Ren è un essere scisso e nevrotico, ancora immaturo e confuso, ha poteri impressionanti ma si trova a dover fronteggiare scelte difficili e un rivale inaspettatamente forte: all’interno della storia non fa un figurone ma è funzionale allo svolgersi della trama. Mi ha sinceramente deluso la scelta dell’attore Adam Driver, che ho trovato davvero mediocre, e che per giunta mi ha scioccato nel vedere quanto fosse insulso senza la maschera, che invece lo rendeva così minaccioso. Al contrario, Rey entusiasma, emoziona e diventa subito l’eroina con la quale identificarsi; così come l’attrice Daisy Ridley è stata una scelta insuperabile: espressiva oltre ogni aspettativa, versatile, adrenalinica: una vera sorpresa. Una menzione anche per il simpatico ed ironico pilota della Resistenza Poe Dameron, ben interpretato da Oscar Isaac.
I nuovi antagonisti degli eroi della Resistenza sono i “nazisti” del Primo Ordine, nato dalle macerie dell’Impero Galattico, e guidati dal Leader Supremo Snoke, un essere misterioso appartenente ovviamente al Lato Oscuro della Forza, il quale ha come apprendista il già citato Kylo Ren. La Superarma alla quale fanno affidamento, la base Starkiller, è concepita in modo (troppo) simile alla Morte Nera ed alla Morte Nera II, anche se è stata posta all’interno di un pianeta.
Il film è subito entrato fra i record d’incassi assoluti della storia del cinema (quindi senza tener conto del tasso di inflazione): dopo un mese dall’uscita ha incassato la cifra maggiore di sempre in Nord America (quasi 816 milioni di dollari) e la terza a livello mondiale (1,8 miliardi). Alla prossima cerimonia degli Oscar del 28 febbraio 2016, il settimo episodio di Star Wars sarà in lizza per cinque riconoscimenti: miglior montaggio, migliore colonna sonora, miglior montaggio sonoro, miglior sonoro e migliori effetti speciali.
Il risveglio della Forza lascia aperti degli interrogativi molto forti che sono davvero l’ideale per tenere alta la curiosità del pubblico in attesa del prossimo film, la cui uscita è prevista nel maggio del prossimo anno; l’unico modo (si fa per dire) per placare il desiderio cinematografico di Star Wars sarà la visione dello spin-off Rogue One: A Star Wars Story, che potremo vedere alla fine del 2016, esattamente dal 16 dicembre.

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drugo

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Giovanni Vito Caserta, detto Drugo per via di una fortunata serie di coincidenze (ha in sé la pigrizia del “Dude” Lebowski, “Arancia meccanica” tra i film preferiti e tifa una squadra bianconera legata a questo nome :-D) dedica ogni momento possibile all’approfondimento e alla conoscenza delle sue passioni, ovvero cinema, telefilm, libri, musica e tutto quanto vi ruoti intorno. È laureato in Scienze della Comunicazione (triennale) e Teoria dei Linguaggi e della Comunicazione Audiovisiva (magistrale), oltre ad essere un grande amante degli animali.

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