The Lobster

Regia: Yorgos Lanthimos

Anno: 2015

Durata: 118 minuti

Paese di produzione: Grecia, Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi, Francia

Cast: Colin Farrell, Rachel Weisz, Jessica Barden, Olivia Colman, Ashley Jensen, Ariane Labed, Angeliki Papoulia, John C. Reilly, Léa Seydoux, Ben Whishaw, Roger Ashton-Griffiths

Voto: 5 Stars (5 / 10)

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È uno strano film, surreale ed ostico alla visione. Ci si diverte ogni tanto, per alcune scene ai limiti della comicità che stridono con il contesto serioso e senza emotività, il quale a mio avviso è una scelta discutibile, visto il risultato finale. Il film ha vinto, in ogni caso, il premio della giuria al Festival di Cannes 2015.

The Lobster è ambientato in un mondo possibile nel quale vige una disumana forzatura dello stile di vita degli individui, costretti a trovarsi un partner entro un preciso lasso di tempo, il tutto in un hotel; poi, in caso di fallimento, si viene trasformati in un animale preventivamente scelto. Chi non sottosta al meccanismo sociale dell’”accoppiarsi” diviene l’oggetto di una caccia nei boschi, dove vivono in clandestinità le persone solitarie; al contrario, gli integrati che già conducono una vita di coppia abitano serenamente nell’opulenta e avanzata Città. La clandestinità dell’amore vissuto nei boschi, con tutte le conseguenze per chi viene scoperto, è un tema che ricorda uno dei capolavori della letteratura dello scorso secolo, 1984 di George Orwell.

Il protagonista, David (Colin Farrell), viene tradito dalla moglie, così che è costretto a rimettersi in gioco: la ricerca dei partner avviene in un hotel, dove vengono catalogate le caratteristiche degli ospiti per metterli meglio in relazione gli uni con gli altri. La necessità di salvarsi e la paura dell’esclusione imperano negli animi dei personaggi, manifestandosi in vari comportamenti vili ed ipocriti. Neppure la negazione dell’espressione individuale e la libertà cancellata dalle rigide regole disumanizzanti sembrano scuotere la maggior parte degli ospiti dell’hotel, che sottostanno a ciò che gli viene imposto; qualcuno riesce pure a trovare una propria dimensione nell’aggressività e negli istinti più bassi e malvagi, come fa la Donna senza cuore. Il grottesco lo si raggiunge in alcune situazioni che vanno a rompere la schematicità dell’esistenza senza sentimenti (o quasi) che domina nell’universo narrativo in questione: nelle dimostrazioni sull’utilità della vita di coppia, oppure con l’induzione dell’erezione agli ospiti di sesso maschile, nella goffa scena del ballo “ognuno per sé” nei boschi, o ancora nel bacio troppo appassionato scambiato sul divano della casa in città.

David, timoroso e ingessato (ha un po’ la fisionomia di Ned Flanders dei Simpson), passerà per varie e spesso poco piacevoli esperienze, che lo porteranno ad una evoluzione personale rivelatrice di altri aspetti più reconditi della sua natura. Il motore narrativo della seconda parte del film è un nuovo amore (clandestino), mentre il finale della storia ci mostra una scelta molto radicale. L’istinto di sopravvivenza viene in qualche modo sopraffatto, o si trasforma in una strana forma di se stesso, nonostante la faccia da padrone per quasi tutto il film, a dispetto (e al di sotto) della meccanicità dell’esistenza mostrataci.

Si tratta di un soggetto che poteva dare moltissimi spunti di riflessione e che avrebbe potuto concretizzarsi in una forma artistica migliore, dato che a penalizzarlo è soprattutto la scelta di far interagire i personaggi in modo dimesso e atarassico, appesantendo i dialoghi e la fruibilità dell’opera. In The Lobster le regole sociali sono messe in discussione per riflettere su alcune dinamiche della società occidentale che ci condizionano e ci fanno sentire inadeguati se distanti dagli stili di vita imperanti, ed è questo il rimpianto maggiore, in quanto si tratta di un’opportunità sprecata per colpire la morale comune e smuovere qualcosa nei nostri animi.

Autore

drugo

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Giovanni Vito Caserta, detto Drugo per via di una fortunata serie di coincidenze (ha in sé la pigrizia del “Dude” Lebowski, “Arancia meccanica” tra i film preferiti e tifa una squadra bianconera legata a questo nome :-D) dedica ogni momento possibile all’approfondimento e alla conoscenza delle sue passioni, ovvero cinema, telefilm, libri, musica e tutto quanto vi ruoti intorno. È laureato in Scienze della Comunicazione (triennale) e Teoria dei Linguaggi e della Comunicazione Audiovisiva (magistrale), oltre ad essere un grande amante degli animali.

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