The Revenant

Anno: 2015

Regia: Alejandro González Iñárritu

Durata: 156’

Paese di produzione: USA

Cast: Leonardo Di Caprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, Will Poulter

Soggetto: The Revenant: a Novel of Revenge, romanzo del 2002 di Michael Punke

Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Mark L. Smith

Case di produzione: New Regency Productions, RatPac Entertainment

Distribuito da: 20th Century Fox

Fotografia: Emmanuel Lubezki

Voto: 8 Stars (8 / 10)

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Un fortissimo realismo contraddistingue tutta la pellicola. Cominciamo con l’elogiare la scelta netta e radicale di una fotografia composta solo dalla luce naturale, cupa, che dà un senso di ansia e rende l’idea di quanto fossero difficili le condizioni di vita mostrate: invece di subire immagini che stridono per la loro artificialità, in The Revenant ritroviamo una gran dose di tecnica cinematografica e di personalità autoriale. La cruda realtà scelta da Iñárritu si riflette su ogni aspetto del film, come il povero (per così dire) Leonardo Di Caprio può testimoniare per le sofferenze fisiche reali patite nella realizzazione delle riprese, per le quali sono stati scelti luoghi freddissimi e remoti (principalmente la Columbia Britannica in Canada, ma anche la Terra del Fuoco in Argentina per sopraggiunte necessità). L’attore ha dovuto indossare delle pellicce dal peso di 45 kg, lottando contro l’ipotermia e sfruttando la febbre alta con bronchite che si era contingentemente procurato; vi sono poi numerosi altri aneddoti che vengono vociferati riguardo alle difficoltà della sua performance, necessari per dar vita al progetto. Le scene, a quanto pare, sono state girate in ordine cronologico, un’altra scelta radicale del cineasta messicano, coadiuvato dal connazionale maestro della fotografia Emmanuel Lubezki.

Il contesto storico viene reso nelle sue terribili condizioni materiali, agli antipodi di ciò che può essere una visione romanzata del passato americano. Dal punto di vista politico c’è una lettura della storia favorevole ai nativi americani, che vedono usurpata la propria terra e sono costretti a subire la riduzione dello spazio vitale; tuttavia essi difendono fieramente ciò che gli appartiene, non lesinando morte per gli uomini bianchi.

La trama si basa su di un episodio biografico di Hugh Glass, un cacciatore di pelli nordamericano realmente esistito, che nel 1823 fu abbandonato dai suoi compagni di spedizione commerciale perché versava in condizioni di salute gravissime, disperate, ma che riuscì a sopravvivere incredibilmente, tramando vendetta per i torti subiti. Dalla sua storia era già stato tratto un altro film, Man in the wilderness (1971, di Richard C. Sarafian, con Richard Harris), il cui titolo fu trasposto per l’Italia in Uomo bianco,và col tuo dio!, oltre che il romanzo del 2002 The revenant: a novel of revenge dello scrittore americano Michael Punke. Non si tratta di un intreccio particolarmente rivoluzionario, ma non è importante per l’estetica del film, che fa del realismo spinto ed esasperato il suo punto di forza. Rispetto al capolavoro Birdman, un’opera a tratti frenetica sotto le sembianze di un unico piano sequenza, Iñárritu ha realizzato con The Revenant un film in cui invece sono molto significativi e presenti i silenzi, i tempi lenti e i suoni rarefatti della natura; non mancano di certo scene convulse o forti, ma sono perlopiù legate alla violenza degli uomini.

Il cast è all’altezza delle aspettative, con Di Caprio che fornisce un’ottima prova di recitazione, a prescindere dalle sofferenze fisiche e dal trucco da rifare e sopportare ogni giorno. I personaggi sono per la maggior parte persone molto dure e forgiate dalle proibitive condizioni di vita di quel contesto. Tra di loro, troviamo alcuni che sono capaci di provare affetto ed un minimo di rispetto per gli altri, come lo Hugh Glass messo in scena e il suo figlio mezzosangue Hawk; anche il capitano Andrew Henry è dalla parte dei “buoni”, in quanto crede nella lealtà e nel rispetto della sofferenza altrui. Il personaggio di Tom Hardy (Fitzgerald) è invece spietato e brutale, incapace di provare alcuna forma di empatia e sempre e soltanto preoccupato dal proprio tornaconto.

The Revenant ha già vinto 3 Golden Globe (miglior film drammatico, miglior regista e Di Caprio miglior attore in un film drammatico) ed è candidato a ben 12 premi Oscar: per il miglior film, per la regia, per l’attore protagonista (Di Caprio), per l’attore non protagonista (Tom Hardy), il montaggio, la fotografia, la scenografia, i costumi, il trucco, gli effetti speciali, il sonoro ed il montaggio sonoro.

[SPOILER ALERT!] La scena in cui il grizzly aggredisce Glass è davvero esemplare per la resa tecnica ed emotiva: è stata realizzata in computer-generated imagery, ma con l’ausilio di uno stuntman e di un sistema di cavi che riproducevano gli sbalzi causati dall’attacco dell’animale, e per di più girata in piano sequenza. [FINE DELLO SPOILER]

Le riprese hanno richiesto diversi mesi per essere realizzate (ed hanno portato ad un costante aumento del budget), dato che si è sfruttata la sola luce naturale concessa dalle location, le quali richiedevano anche molte ore per essere raggiunte; le condizioni estreme di lavorazione (con temperature che hanno raggiunto i -40°), hanno fatto sì che The Revenant fosse caratterizzato da una sorta di selezione naturale anche per i componenti della troupe, un altro aspetto interessante e sincero della natura netta e radicale di quest’opera. In definitiva, Iñárritu va premiato per la decisione con la quale ha voluto portare avanti un progetto così ambizioso, seguendo coerentemente la propria ispirazione, un valore che contraddistingue i veri artisti.

Autore

drugo

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Giovanni Vito Caserta, detto Drugo per via di una fortunata serie di coincidenze (ha in sé la pigrizia del “Dude” Lebowski, “Arancia meccanica” tra i film preferiti e tifa una squadra bianconera legata a questo nome :-D) dedica ogni momento possibile all’approfondimento e alla conoscenza delle sue passioni, ovvero cinema, telefilm, libri, musica e tutto quanto vi ruoti intorno. È laureato in Scienze della Comunicazione (triennale) e Teoria dei Linguaggi e della Comunicazione Audiovisiva (magistrale), oltre ad essere un grande amante degli animali.

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